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Aurora Rising | Recensione

  • Immagine del redattore: Laura
    Laura
  • 9 apr 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Con un po' di ritardo rispetto al previsto, ma eccoci pronti per una nuova recensione!

Di questo libro ho sentito parlare per settimane in tutti i canali che seguo per scoprire nuove letture (ovvero allungare sempre di più la mia già infinita lista di libri da leggere), sembrava che tutti lo stessero leggendo e alla fine ho ceduto anche io (si sa che su vocabolario, alla voce curiosità trovare una mia fotografia).

Questo è il primo romanzo della trilogia Aurora Cycle uscito da nemmeno un mese in Italia, scritto da Jay Kristoff, famoso per la saga di Nevernight (che recupererò a breve) e Ami Kaufman.

La coppia di autori è ormai ben rodata avendo già un'altra trilogia alle spalle, Illuminae File, e la loro chimica è chiaramente tangibile.

La vicenda si svolge nello spazio, quasi 400 anni nel futuro, in cui l'uomo è riuscito ad espandere i propri domini nell'universo grazie ad una scoperta senza precedenti: la Piega, una distorsione dello spazio/tempo che permettere di percorrere grandissime distanze in pochissimo tempo. Questa Piega è però uno spazio a tutti gli effetti, una sorta di realtà parallela, con entrate e uscite specifiche, perdersi al suo interno significa rischiare di vagarci per l'eternità.

Ed è proprio qui che avviene l'evento che accende la miccia a tutta la nostra storia: Tyler, il migliore cadetto dell'Accademia Aurora, si imbatte per puro caso in un enorme relitto vagante al cui interno pare esserci un'unica fonte di vita: una ragazza sprofondata in un sonno criogenico, con una frangetta bianca che spicca sui suoi capelli neri. Come ha fatto questa Bella Addormentata, che si chiama proprio Aurora, a sopravvivere ad un sonno che dura da più di 200 anni? E perché i ricordi della missione che doveva svolgere non coincidono con quanto riportato negli archivi?

Tyler e Aurora non sono gli unici attori principali della vicenda, ma sono supportati da un gruppo eterogeneo di personaggi e l'impronta di base di ognuno di loro rispecchia i più classici schemi di un gioco di ruolo ambientato nello spazio: abbiamo infatti il paladino senza macchia e senza paura, il pilota che sa guidare qualsiasi tipo di mezzo volante, il "tank", che in gergo significa "quello grosso che picchia forte e prende tante mazzate", il cervellone abilissimo con i computer, la bellezza che ammalia tutti e il guaritore, in questo caso un medico.

L'unica differenza sostanziale, che comunque strizza molto l'occhio al mondo nerd, è una particolare scelta di razza: il più grande e forte di tutti, specializzato nelle discipline di combattimento, è un alieno i cui tratti ricordano molto gli elfi di Tolkien (Aurora, nata e cresciuta sulla Terra, lo apostrofa come Legolas più di una volta) notoriamente esili, flessuosi, abili nel combattimento a distanza e quasi sempre contrari ai conflitti.

Forse proprio per la loro marcata caratterizzazione e aderenza ad uno stereotipo, mi è dispiaciuto trovare tutti questi personaggi così piatti e senza un carattere proprio, ma spero che sia un modo per creare delle svolte inaspettate con l'evolversi della vicenda.

L'ambientazione spaziale è tutto sommato ben riuscita: senza troppe digressioni in inutili spiegazioni che avrebbero rallentato troppo il ritmo, si affida all'immaginario comune per riempire gli spazi ma riesce comunque a creare immagini di forte impatto quando permette finalmente al lettore di prendere fiato.

Dovete sapere che gli Young Adult sono il mio guilty pleasure, quel genere di libri di cui riconosco la quasi totale mancanza di originalità e che mette a dura prova la mia sospensione dell'incredulità, ma di cui non posso fare a meno: quando ho voglia di leggere qualcosa di leggero che mi catturi completamente e che faccia anche sobbollire il mio ormone adolescenziale so di andare sul sicuro.

Con questo però non voglio assolutamente dire che scrivere un romanzo del genere sia semplice: molto spesso mi sono trovata davanti a noiose banalità scritte con una pochezza di stile davvero inaudita.

Fortunatamente non è questo il caso: il libro svolge egregiamente il suo dovere tanto che la fine ero così coinvolta da voler cominciare subito il seguito senza nemmeno prendere fiato.

Ve lo consiglio se avete voglia di imbarcarvi in un'avventura ai confini dello spazio che vi farà rimanere incollati alle sue pagine.


★ 4/5 ️★





Aurora Rising, Amie Kaufman e Jay Kristoff


Mondadori | € 18,90 Disponibile su Amazon

 
 
 

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